. . . . . . . . . "

Fra i fondatori del Partito Popolare Italiano e della Democrazia Cristiana, Deputato all'Assemblea Costituente nelle liste della Democrazia Cristiana, più volte ministro, Presidente della Camera dei deputati nella I e II legislatura, eletto Presidente della Repubblica il 29 aprile 1955, Gronchi rappresentò un ricambio generazionale rispetto a De Nicola ed Einaudi uomini dell'Italia liberale prefascista.

\n\n

Nel corso del suo mandato Gronchi inaugurò una prassi diversa rispetto ai predecessori. Interpretò una figura presidenziale attiva e incisiva, un ruolo improntato a dinamicità e autonomia, intervenendo attivamente sia in politica interna sia in politica estera, ove fu fautore di una politica di equidistanza fra i blocchi, con iniziative che sembravano travalicare i confini dei poteri presidenziali, peraltro fissati da una tradizione recente.

\n\n

In occasione del Discorso di giuramento sollecitava le forze politiche a dare attuazione alla Costituzione.\nDurante la sua Presidenza entrarono in funzione Corte costituzionale nel 1956, il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro nel 1957, fu approvata la legge sul Consiglio superiore della magistratura nel 1958 e sul funzionamento degli organi regionali.
\nIn quegli anni di grande sviluppo economico (\"miracolo italiano\"), che trasformava radicalmente la società italiana, Gronchi intervenne ogni anno a manifestazioni legate all'industrializzazione italiana (Fiera di Milano, Fiera del Levante di Bari, Salone dell'automobile di Torino, numerose inaugurazioni di opere pubbliche) e inaugurò due edizioni dei Giochi olimpici (Giochi invernali del 1956 a Cortina D'Ampezzo; Giochi olimpici di Roma del 1960).

\n\n

Sotto la sua Presidenza furono acquisite alla dotazione presidenziale la Tenuta di San Rossore in Toscana e Villa Rosebery a Napoli.

" . . . . . . . . . . . . . . . . . . . "Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi" . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .