. . . . . . . . . . . . . . . . . . "Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat" . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . "

Acceso antifascista, Deputato alla Costituente, primo Presidente della Assemblea dal 25 giugno 1946, Saragat, eletto il 28 dicembre 1964, fu il primo Presidente della Repubblica di area socialista, leader della socialdemocrazia italiana, eletto con l'appoggio dell'intera sinistra, dal Partito comunista di Luigi Longo alla sinistra democristiana di Aldo Moro.

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Il discorso tenuto in occasione del giuramento, il 29 dicembre 1964 insistette sul rispetto del rigoroso sistema di relazioni con il Governo delineato dalla Costituzione e sui temi della questione sociale, ritenuti da Saragat la chiave di volta per intendere le ragioni della crisi socio-politica che percorreva il Paese, in un idem sentire, sotto questo aspetto, rispetto alle interpretazioni che in quegli stessi tempi sviluppava Aldo Moro.

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Apertamente atlantista, assolutamente rispettoso della volontà del Parlamento, Saragat non rinviò mai un provvedimento alle camere per un riesame. Giovanni Spadolini, nel richiamare una continuità ed un esempio, osservava che \"il modello di Saragat è e resterà sempre lo Scrittoio del Presidente\".
\nEloquente un appunto di fine settennato del Capo del Servizio rapporti con il Parlamento ed il Governo Francesco Fadda. \"Di regola, a meno che non vi siano elementi che fanno dubitare della loro costituzionalità, il Presidente della Repubblica si astiene da ogni rilievo sul merito dei disegni di legge e ciò per evidenti ragioni di correttezza costituzionale verso le Camere cui è demandato il compito di esaminare ed approvare in legge i progetti governativi.\".

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Nel corso del settennato aumentarono le udienze concesse, gli interventi del Presidente a Roma, le visite alle città italiane, rendendo esplicito l'intento del Capo dello Stato di svolgere il suo mandato tra la gente.

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